Stefano Ghisolfi: dopo Perfecto Mundo, ora sogno i Giochi di Tokyo 2020

A cura di Dario Ricci

Il primo amore è stata la bicicletta, ma da bambino, dopo una gara, lo portarono a fare un’arrampicata. Chissà se ha ripensato a quel giorno, il 7 dicembre scorso, Stefano Ghisolfi quando è entrato a far parte dell’olimpo dei climber riuscendo nella salita di Perfecto Mundo, una delle vie di arrampicata più difficili al mondo, gradata 9b+. La via, che si trova a Margalef in Catalogna nel settore Racò de la Finestra, era stata chiodata da Chris Sharma anni fa e liberata da Alexander Megos solo quest’anno.

Si tratta della via d’arrampicata più dura che si conosca dopo Silence, il primo 9c al mondo liberato da Adam Ondra nell’autunno 2017, a Flatanger in Norvegia.

Con questa incredibile realizzazione Ghisolfi (25 anni, di Torino) è così entrato a far parte dei quattro migliori arrampicatori di tutti i tempi. Oltre a lui infatti solo altri tre sono riusciti nella salita di questa difficoltà e sono i già citati Adam Ondra, Chris Sharma e Alexander Megos.

“È stato un percorso lungo, durato un anno – racconta Stefano -: l’avrò provata una novantina di volte, quella parete, quella via, prima di venirne a capo. Una volta in cima, ho sentito una liberazione, il senso di una missione compiuta, di un lavoro ben fatto. Il prossimo obiettivo? Ora punto a qualificarmi per i Giochi di Tokyo 2020. Per la prima volta l’arrampicata sportiva sarà parte del programma olimpico. Non riesco neanche a immaginarmi con una medaglia a cinque cerchi al collo… Davvero allora il mio Mundo sarebbe Perfecto!”

Stefano Ghisolfi sarà uno degli ospiti d’onore della Milano Climbing Expo, il 25 e 26 gennaio all’Urban Wall di Rho-Pero

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